NEW YORK – La decisione di creare una famiglia è una delle scelte più importanti che una persona possa fare. È anche un diritto umano fondamentale; solo gli individui adulti dovrebbero avere il potere di decidere se, quando o quanto spesso concepire. Eppure, per milioni di persone in tutto il mondo, questo diritto rimane irrealizzato.
Nei paesi in via di sviluppo, più di 200 milioni di donne che vogliono ritardare o evitare una gravidanza non usano i sistemi moderni di contraccezione. Le donne povere, meno istruite o che vivono in zone rurali possono trovarsi di fronte a notevoli difficoltà economiche, culturali ed istituzionali nel controllo di una maternità e spesso per disperazione si rivolgono a forme pericolose di prevenzione della gravidanza. Se le donne avessero accesso universale ad informazioni e servizi di pianificazione familiare volontaria, le morti materne potrebbero essere ridotte fino a tre quarti e le morti infantili di un quinto.
Ma la pianificazione familiare non si limita a salvare vite umane; fa anche risparmiare risorse finanziarie . Per ogni dollaro investito in servizi di salute riproduttiva, 2,20 dollari vengono risparmiati in costi di assistenza sanitaria legati alla gravidanza. Inoltre, più a lungo una donna aspetta ad avere figli, più a lungo può partecipare alla forza lavoro retribuita, aumentando così la salute e prosperità economica delle comunità povere.
Alcuni governi hanno già riconosciuto tali benefici e conseguentemente stanno stanziando fondi. In Tailandia, ad esempio, il Ministero della Sanità ha aumentato il budget per la pianificazione familiare, sostenendo che le spese aggiuntive odierne ridurranno i costi dell’assistenza sanitaria in futuro.
La valutazione delle autorità tailandesi è corretta; se i paesi in via di sviluppo fanno investimenti che consentono ai giovani di crearsi una famiglia solo quando sono pronti, i tassi di natalità diminuiscono e la percentuale della popolazione in età lavorativa aumenta rispetto alla popolazione dipendente. Si prevede che questi cosiddetti “dividendi demografici” siano particolarmente elevati per i paesi dell’Africa sub-sahariana, dove circa un terzo della popolazione ha un’età compresa tra i dieci ed i 24 anni.
Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi associati ai servizi di pianificazione familiare, troppi paesi continuano a sottovalutare questa parte vitale dei loro sistemi di assistenza sanitaria. La Reproductive Health Supplies Coalition, un gruppo di ricerca e promozione internazionale, stima che i paesi in via di sviluppo si trovino ad affrontare un deficit di finanziamenti di 793 milioni di dollari per l’offerta di contraccezione nei prossimi tre anni. In particolare, per le donne povere, i servizi finanziati dal governo sono spesso l’unica opzione per soluzioni di pianificazione familiare sicure ed efficaci. Quando i programmi pubblici non sono disponibili, la capacità di pianificare una famiglia si indebolisce e aumenta il tasso di gravidanze indesiderate.
Access every new PS commentary, our entire On Point suite of subscriber-exclusive content – including Longer Reads, Insider Interviews, Big Picture/Big Question, and Say More – and the full PS archive.
Subscribe Now
Gli investimenti in capitale umano, se accompagnati da politiche economiche consistenti e da solidi mercati del lavoro, producono benefici significativi per le economie in via di sviluppo. Il pieno finanziamento delle necessità della pianificazione familiare dei paesi poveri solleverebbe milioni di persone dalla povertà, migliorerebbe i tassi di istruzione ed aiuterebbe a colmare il divario retributivo di generenel Sud del mondo. Per questi e molti altri motivi, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) è pienamente impegnato a supportare gli sforzi dei paesi per la difesa del diritto delle persone – e in particolare delle donne – di scegliere se e quando avere figli.
Entro il 2030, l’UNFPA mira a garantire che le donne di tutto il mondo possano accedere ai servizi di pianificazione familiare senza timore delle conseguenze o dei costi. Ma non possiamo farlo da soli. I dirigenti politici, il settore privato e la società civile devono collaborare con noi per raggiungere questo ambizioso obiettivo.
I paesi sviluppati potrebbero risolvere il deficit globale di finanziamenti per la pianificazione familiare con soli 20 centesimi circa a persona all’anno, un vero affare visti i rendimenti previsti per gli individui, le famiglie e le economie. Oltre all’aumento della spesa, saranno necessarie nuove politiche, leggi e l’attuazione dei regolamenti esistenti per aiutare a proteggere le donne e rafforzare le giovani coppie.
Gli sforzi per ampliare l’accesso ai servizi e all’assistenza di pianificazione familiare non sono nuovi. Cinquanta anni fa, alla “International Conference on Human Rights” tenutasi a Teheran, la comunità internazionale ha dichiarato che “i genitori hanno il diritto umano fondamentale di determinare liberamente e responsabilmente quanti figli avere e con quale frequenza”. All’epoca, quell’idea era visionaria; ora sappiamo che prendere consapevolezza di ciò è una condizione per il successo dello sviluppo.
To have unlimited access to our content including in-depth commentaries, book reviews, exclusive interviews, PS OnPoint and PS The Big Picture, please subscribe
Donald Trump’s attempt to reindustrialize the US economy by eliminating trade deficits will undoubtedly cause pain and disruption on a massive scale. But it is important to remember that both major US political parties have abandoned free trade in pursuit of similar goals.
argues that America’s protectionist policies reflect a global economic reordering that was already underway.
Donald Trump and Elon Musk's reign of disruption is crippling research universities’ ability to serve as productive partners in innovation, thus threatening the very system that they purport to celebrate. The Chinese, who are increasingly becoming frontier innovators in their own right, will be forever grateful.
warns that the pillars of US dynamism and competitiveness are being systematically toppled.
NEW YORK – La decisione di creare una famiglia è una delle scelte più importanti che una persona possa fare. È anche un diritto umano fondamentale; solo gli individui adulti dovrebbero avere il potere di decidere se, quando o quanto spesso concepire. Eppure, per milioni di persone in tutto il mondo, questo diritto rimane irrealizzato.
Nei paesi in via di sviluppo, più di 200 milioni di donne che vogliono ritardare o evitare una gravidanza non usano i sistemi moderni di contraccezione. Le donne povere, meno istruite o che vivono in zone rurali possono trovarsi di fronte a notevoli difficoltà economiche, culturali ed istituzionali nel controllo di una maternità e spesso per disperazione si rivolgono a forme pericolose di prevenzione della gravidanza. Se le donne avessero accesso universale ad informazioni e servizi di pianificazione familiare volontaria, le morti materne potrebbero essere ridotte fino a tre quarti e le morti infantili di un quinto.
Ma la pianificazione familiare non si limita a salvare vite umane; fa anche risparmiare risorse finanziarie . Per ogni dollaro investito in servizi di salute riproduttiva, 2,20 dollari vengono risparmiati in costi di assistenza sanitaria legati alla gravidanza. Inoltre, più a lungo una donna aspetta ad avere figli, più a lungo può partecipare alla forza lavoro retribuita, aumentando così la salute e prosperità economica delle comunità povere.
Alcuni governi hanno già riconosciuto tali benefici e conseguentemente stanno stanziando fondi. In Tailandia, ad esempio, il Ministero della Sanità ha aumentato il budget per la pianificazione familiare, sostenendo che le spese aggiuntive odierne ridurranno i costi dell’assistenza sanitaria in futuro.
La valutazione delle autorità tailandesi è corretta; se i paesi in via di sviluppo fanno investimenti che consentono ai giovani di crearsi una famiglia solo quando sono pronti, i tassi di natalità diminuiscono e la percentuale della popolazione in età lavorativa aumenta rispetto alla popolazione dipendente. Si prevede che questi cosiddetti “dividendi demografici” siano particolarmente elevati per i paesi dell’Africa sub-sahariana, dove circa un terzo della popolazione ha un’età compresa tra i dieci ed i 24 anni.
Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi associati ai servizi di pianificazione familiare, troppi paesi continuano a sottovalutare questa parte vitale dei loro sistemi di assistenza sanitaria. La Reproductive Health Supplies Coalition, un gruppo di ricerca e promozione internazionale, stima che i paesi in via di sviluppo si trovino ad affrontare un deficit di finanziamenti di 793 milioni di dollari per l’offerta di contraccezione nei prossimi tre anni. In particolare, per le donne povere, i servizi finanziati dal governo sono spesso l’unica opzione per soluzioni di pianificazione familiare sicure ed efficaci. Quando i programmi pubblici non sono disponibili, la capacità di pianificare una famiglia si indebolisce e aumenta il tasso di gravidanze indesiderate.
Introductory Offer: Save 30% on PS Digital
Access every new PS commentary, our entire On Point suite of subscriber-exclusive content – including Longer Reads, Insider Interviews, Big Picture/Big Question, and Say More – and the full PS archive.
Subscribe Now
Gli investimenti in capitale umano, se accompagnati da politiche economiche consistenti e da solidi mercati del lavoro, producono benefici significativi per le economie in via di sviluppo. Il pieno finanziamento delle necessità della pianificazione familiare dei paesi poveri solleverebbe milioni di persone dalla povertà, migliorerebbe i tassi di istruzione ed aiuterebbe a colmare il divario retributivo di generenel Sud del mondo. Per questi e molti altri motivi, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) è pienamente impegnato a supportare gli sforzi dei paesi per la difesa del diritto delle persone – e in particolare delle donne – di scegliere se e quando avere figli.
Entro il 2030, l’UNFPA mira a garantire che le donne di tutto il mondo possano accedere ai servizi di pianificazione familiare senza timore delle conseguenze o dei costi. Ma non possiamo farlo da soli. I dirigenti politici, il settore privato e la società civile devono collaborare con noi per raggiungere questo ambizioso obiettivo.
I paesi sviluppati potrebbero risolvere il deficit globale di finanziamenti per la pianificazione familiare con soli 20 centesimi circa a persona all’anno, un vero affare visti i rendimenti previsti per gli individui, le famiglie e le economie. Oltre all’aumento della spesa, saranno necessarie nuove politiche, leggi e l’attuazione dei regolamenti esistenti per aiutare a proteggere le donne e rafforzare le giovani coppie.
Gli sforzi per ampliare l’accesso ai servizi e all’assistenza di pianificazione familiare non sono nuovi. Cinquanta anni fa, alla “International Conference on Human Rights” tenutasi a Teheran, la comunità internazionale ha dichiarato che “i genitori hanno il diritto umano fondamentale di determinare liberamente e responsabilmente quanti figli avere e con quale frequenza”. All’epoca, quell’idea era visionaria; ora sappiamo che prendere consapevolezza di ciò è una condizione per il successo dello sviluppo.